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domenica 8 novembre 2009

Il tempo della vita è questo!

Accade che taluni posticipino la vita! Si aspetta qualcuno, un evento, un giorno adatto, un’occasione… giusta…; e si aspetta e si rimanda la vita a domani!

Ma questo è il tempo della vita, cioè dell’incontro…, o per dirla tutta, del dono. Sì, perché la vita, ci insegna Gesù, è dono, ed è massimamente vissuta non quando vai a 100 all’ora, quando fai 10.000 cose, quando non hai più tempo… per vivere; ma quando ti doni!

Ma cos’è il dono? E’ un atto totale!

Donare è per noi, piccoli discepoli di Gesù, stretti tra il tempo e l’eternità, (ma consapevoli che nel frammento c’è già – come una caparra – tutto!) l’atto di offrire quanto si ha e si è. Non è il semplice dare dal mio superfluo, seleziono quello che ho in più e me ne libero, lo allontano da me e/o lo offro ad un altro (magari che mi è lontano, estraneo…). Questo è il donare degli altri!
Per noi il dono è incontro, è la vita spalmata in ogni atto…: è amore che cresce in noi e attraverso noi. E’ accorgerci che abbiamo vita, che siamo vita! E’ donare vita!!

Il dono è farsi prossimo, nello stupore e nella pazienza. E’ scoprirsi discepoli di un Dio che muore in croce, e da lì, all’altezza del nostro odio, racconta ancora, se è possibile oltre la fine, il suo Dono, il suo continuo-dono, il suo ancora-dono, il suo perdurare nel dono si sé: “Padre perdonali…”

Allora il dono è partenza dall’Alto, per incontrare l’altro, le sue richieste, i suoi bisogni, e farlo fratello, renderlo certo che la sua vicenda, la sua storia è condivisa, non è ignorata, sconosciuta, perché la comunità di Gesù non è mai una comunità anonima!

Certamente, accade nelle nostre comunità l’anonimato! E quanto ha la forma del disinteresse, forse rancore…, ma se facciamo caso, se rivisitiamo i nostri sentimenti, dobbiamo ammettere che spesso dietro tanta lontananza tra noi, non c’è nulla, anzi c’è il nulla che avanza…, c’è una vita che non sboccia. Allora spesso riversiamo l’astio di noi che è in noi su gli altri, che non sono la causa, ma il triste rosario della memoria di una vita che è lì parcheggiata, ancorata nel porto del nulla, da dove non si salpa mai, si arriva solo, e soli si resta, sempre!
Da una vita così non vissuta, cerchiamo fughe, con suoni e colori, situazioni e rumori, che ci riempiono il vuoto di dentro… con altro vuoto, altra tristezza… e gli altri spariscono dal nostro orizzonte e, più che fratelli sono polli per i nostri appetiti!

La vita diventa triste, e più che dono ci appare come una carretta da tirare… e ci mettiamo ad aspettare un giorno nuovo, messianico, per vivere, per donare.

Ma non ci sarà un giorno futuro: è questo! Questa è l’opportunità che Dio ci dà, non dobbiamo aspettare, dobbiamo vivere!

Vivendo la vita, quale dono di Dio, noi diventiamo dono agli altri, a molti – e se Dio vuole – a tutti, parchè Dio non è banale: ama nella totalità!

Donare è un atto di vita, un atto di culto a Dio, che ci ha donato il suo amore, i nostri amori, il suo Paradiso, Gesù, il nostro paradiso, Maria!!!
Quando noi ci doniamo, affidiamo a Lui il nostro presente, e attendiamo da Lui il nostro futuro.

Ecco la vedova del Vangelo, dà tutto… perché sa che a Dio non gli dai nulla se non gli dai tutto il tuo cuore, la tua mente, la tua forza, la tua intelligenza. E il cuore è la sede di tutto!!
Non sperimentiamo noi questo? Quando incontriamo la persona che riempie del suo volto i nostri occhi, non comprendiamo, e viviamo, che l’altro nome dell’amore è TUTTO? Ed allora perché stupirsi?! E’ ovvio che a chi si ama si dà tutto, cioè ci si dà!
Noi siamo il tutto da offrire a Dio e ai fratelli!!

Certo, ci sono giorni e circostanze dove ciò appare duro, difficile… Cosa fare? Dimettersi, attendere, e aspettare il giorno giusto?
No, cominciare! Cominciare è dell’innamorato; ricominciare è di chi ama!
Noi siamo qui per cominciare e ricominciare, perché Dio merita il mio amore, la terra necessita del nostro dono!


(dal diario, “Tutto comincia dalla fine”)

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