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sabato 28 gennaio 2012

PER RICORDARE

PER SAPERE

PER VIGILARE

PER SCOPRIRE.

OGNI INFERNO

IN TERRA

NASCE

DALLA DISTRAZIONE DELLE COSCIENZE

DALLA DISTRAZIONE DELLE LEGGI

DAL MASSACRO DEL DIRITTO

(Mariano)

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=_M3dpL4nj3Q


lunedì 2 gennaio 2012


Per il nuovo anno, Dio ti benedica!

Ti auguro doni semplici,
magari una risata…, serena, che ricrei amicizia o la consolidi… 
e spero che l’abbiano tutti! 

Ti auguro di accorgerti del tempo…, sai quello che passa, che è unico, identico e pur sempre mutevole. 
Se lo impiegherai bene, potrai restituirlo carico di te! 

Ti auguro ti spendere bene le tue possibilità 
non solo per te stesso, ma soprattutto per gli altri: tu sei solo, gli altri sono milioni! 

Ti auguro di avere obiettivi per cui valga la pena rischiare la vita e mai la morte! 

Ti auguro senso ed orizzonte, saranno un ottimo cuscino per il tuo riposo, una buona uniforme per le tue lotte! 
ti auguro tempo perché tu possa pattinare. 
tempo per leggere, per ascoltare Mozart…
tempo per guardare ed accorgerti della gente. 
Ti auguro un orologio con il tempo del tuo cuore… che sappia lasciar cadere il tempo inutile del rancore…

Ti auguro tempo per passeggiare nella natura... 

Ti auguro di vivere il tempo nel tempo reale della tua storia, senza attendere un domani… migliore: oggi è la vita, oggi possiamo ricominciare! 
Non rimandare a domani quello che ieri hai rimandato ad oggi. 

Ti auguro tempo per amare le cose piccole ed umili. 
Ti auguro tempo per la misericordia perché ci sia tempo per perdonare e perdonarsi. 
Ti auguro di accogliere, di accorgenti, del tempo,
di capire che Dio ci sta dando, di  nuova, ancora, una altra possibilità!

La vita è adesso; adesso accoglila, adesso esaltala. Dio ti benedica!! 

                                                                                                                                                                    Mariano

venerdì 2 dicembre 2011


LA MEMORIA… UN BUON MOTIVO PER ESSERE MERIDIONALISTI!

Cari amici,
alcuni potrebbero credere che il mio interesse, come quello di tanti come me, per il Sud e la nostra storia passata e futura, sia dettato da nostalgie…, dal desiderio di disseppellire i morti e prendere le bandiere e le vesti dei cadaveri, per dar loro nuova vita, finta vita. Non è così! Sarebbe un errore, è un orrore!!
Personalmente, e tanti con me, il mio interesse non è alla storia del passato, alla storia, di ieri. Non sono interessata al passato: ho sete di futuro!
Ma non c’è futuro! Se non un eterno presente di miseria morale e sociale, politica ed economica. Miseria vestita di assistenzialismo e lavori pubblici,  spartizioni e di falsi storici, atti a sfiancare il Sud di Italia, che non “dovrà mai più rialzarsi!”
Allora noi Insorgiamo! Insorgiamo contro le rese a mani alte; contro chi vorrebbe – e ben è riuscito con molti sprovveduti – a farci vergognare della nostra storia, di ieri, e – oggi - ci accusa di essere fannulloni, caotici, principianti, inconcludenti.

Vedete, nessun popolo che ha costruito il suo passato (e il suo futuro), la sua civiltà, sull’acqua, e da quell’abbeveraggio ha alimentato campagne e culture, commercio e scambi…; nessun popolo che trae ricchezza e sviluppo da un fiume, non ne cerca le fonti, l’origine… fosse anche per lo stupore di conoscere la genesi… di tutto! E penso all’Eufrate, al Tevere e alle civiltà si di esse nate. Penso al Nilo, di cui nel “corpo di Napoli” c’è una raffigurazione ellenistica, e alla civiltà millenaria di Egitto.
Ecco, cercare le sorgenti, questo è anche il Meridionalismo. Non è recriminazione di un passato e basta; è conoscenza, è domanda, è stupore di capacità di un popolo non annesso di costruirsi il proprio presente, di progettare il futuro. Ed ecco i primati del popolo Napolitano!

E’ questo che fa un meridionalista!! Cerca la genesi, le cause, di ciò che vive, di ciò che vuole cambiare o conservare o migliorare.

Ma per fare questo bisogna uscire da non pochi stereotipi, frutto di una “cultura politica”, che ci narra di negri-fatti-per-lavorare; bianchi-atti-al-comando; donne-non-buone-a-nulla; gli-stranieri-tutti-delinquenti; sicilia=mafia; Nord=lavoratori; Svizzeri=precisi- ordinati; Napoli=pizza-e-mandolini; Tedeschi=disciplinati… Italiani=bravagente!

Un meridionalista prima di festeggiare i 150 anni di annessione, si chiede perché accadde che uno Stato sovrano e libero, indipendente ed autonomo fu invaso e violentemente stretto ad un altro, con il quale non condivideva nulla! Il Piemonte non unì, ma conquisto il Sud! E questo Pese è restato un doppio paese!!
Un meridionalista si chiede – si deve chiedere - perché se il Sud era arretrato aveva università, scuole, ospedali, commercio, industrie, oro, era lo stato più ricco di Italia…, fu soccorso da oscuri salvatori: di chi e da che?
Se il Sud Italia era così mal messo, come mai ci sono voluti anni di guerre e di stragi; leggi speciali, occupazioni militari, stragi di stampo nazifascista?

L’annessione ha creato l’emigrazione; ha cancellato lo Stato e ha affidato alla criminalità il territorio.
Mi viene il sospetto che il sistema stalinista di criminalizzare l’avversario era già in uso da Cavour e Co!

Se il Piemonte, i cui atti parlamentari erano in lingua francese, era così alto in grado…morale, perché mentre si parlava di federalismo, di eliminazioni dei dazi doganali, mettono i piedi sul tavolo? I Piemontesi non conoscono onore e creanza, produce, con gli Inglesi, il mito di uno Stato che è la negazione di Dio.
Affermeranno Dio le stragi di Pontelandolfo e Casalduni? E chi era quella bella personcina di Cialdini: «Di Pontelandolfo e Casalduni non rimanga pietra su pietra.»
E Cosa c’èra e cosa accade a Pietrarsa?
Sono l’affermazione della giustizia degli uomini e di Dio la fortezza di Finestrelle?
Danno gloria alla giustizia il saccheggio del Banco di Sicilia e di Napoli?
E Bronte? Chi la ricorda?


Ma voi che leggete, voi che sorridete, voi che pensate che si stiano inseguendo fantasmi…, conoscete i luoghi e cosa videro le località di cui vi scrivo?

Conoscete Mongiana? La terza regione più ricca di Europa!


Un meridionalista non cerca scuse, cerca il futuro, l’indipendenza per una nuova Italia!
E mentre, in questo effluvio di bandiere e fanfare stanche e senza passione per 150 di annessione, qualcuno parla di “Una Italia unica e indivisibile”, io vedo il futuro solo in una Italia molteplice e unita!  



domenica 13 novembre 2011

lunedì 17 ottobre 2011

Le domande non bastano

Un grande contenitore, molto grande, ma i contenuti? Restano fuori! In realtà le voci, le richieste, le scritte… sono e restano l’esterno, il contenitore di qualcosa che stenta a nascere, a crescere. Lo dico da subito: io sto con chi si indigna, sempre! Solo riprendendoci il diritto (e il dovere!) di farlo, non cadremo nella omissione sociale e storica: un giorno i nostri figli ci chiederanno dove stavamo, che facevamo, a quale canale televisivo avevamo ceduto la nostra ragione! Ma proviamo a ragionarci un po’ su…, senza pretese di aprire e chiudere l’argomento (mica sono Scalfari!) Il fatto stesso che le molte anime degli Indignati si siano fatti sfilare la carne dal piatto, la dice lunga sulla eterna infanzia del movimento; e il volere tutto e subito è il modo peggio per procedere, il modo migliore per non ottenere nulla! http://tv.repubblica.it/le-inchieste/chi-sono-gli-indignati-italiani-la-scheda/78196?pagefrom=1 La trasformazione delle economie e degli apparati industriali si è consumata in pochi anni, ma non in giorni…, ha richiesto un tempo tecnico per la trasformazione… . Nessuno si accorgeva di nulla? O tutti godevamo del dolce in bocca…, ora abbiamo l’amaro alla pancia! Quanto è accaduto a Roma sabato pomeriggio urla l’assenza della politica! Si può, e si deve, chiedere alle Istituzioni di fare il loro mestiere: assicurare la pace sociale e il benessere collettivo; ma le domande non possono bastare: servono proposte, urgono, perché siamo un Paese orfano no di democrazia, ma di democratici: con tante libertà, ma pochi liberi; pieno di discorsi circa i politici, ma mancano proposte serie di politica. A Roma, sabato, è accaduto quello che era stato paventato, il mescolarsi di gruppi addestrati alla guerriglia urbana, che hanno strappato, hanno rubato, la scena, e centinai hanno sottratto alle migliaia! http://www.roadtvitalia.it/2011/10/16/un-fiume-di-indignati-a-roma-ma-la-violenza-fa-notizia/ Un inquietante bravi! ai violenti; politicante hanno vinto loro, hanno dimostrato di essere più pronti, più decisi, di voler dare non solo domande ma anche (tragiche) risposte, usando anche metodi rozzi, ma evocatori di altro… alla sensibilità di noi tutti. Non hanno picchiato una vecchietta, o rubato i biscotti ai bambini; hanno infranto un segno di pietà, di pace, di maternità, di futuro http://www.youtube.com/watch?v=s5u0LYbPUbs&feature=player_embedded#! . Ma io resto con gli indignati, perché loro certamente non voglio lo sconto della violenza; ma chi farà capire loro che devono serrare le fila e parlare anche con chi nel nostro Paese è una risorsa vera? (Non penso a Di Pietro, né a coloro che propongono super leggi) Noi Cattolici dobbiamo essere nella e per la società civile massa critica, capaci di visione e di reti virtuose, per contribuire al bene comune, nella giustizia. In queste ore i nostri capi ci ricordano che “l'assenteismo sociale è un peccato di omissione per i cristiani”; ma noi Cattolici di strada ‘ste cose le viviamo da tempo… da quando ci accusavano di essere ora uomini di Sinistra ora di Destra…, mai credenti nel Vangelo anche nella vita, e non solo nelle sacrestie!! Ma tra le risorse di questo Paese, dove un dì suonava il sì, ed oggi l’ok! non voglio dimenticare quei tanti “laici” che non stanno con noi, ma certamente come noi lavorano nel rispetto delle regole democratiche…dove essere (stato) amico di Craxi non può essere un reato sociale!! Gli Indignati hanno cacciato a malo modo Marco, il Pannella nazionale, trattato come un appestato, esposto ad insulti e accuse surreali http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=3XLp2LMega0 . Vedendo il video (a 2,58 sec.) Marco mi è parso molto più grande e alto del giovanotto che lo apostrofava! In fondo il giovanotto è solo un indignato!! Mi chiedo come mai gli Indignati non siano riusciti ad allontanare i violenti! Ah, sì, perché erano violenti!! Ma allora se quel buon diavolo di Marco è stato trattato così è proprio perché resta un presidio di legalità e democrazia: io sto con gli indignati, sto con Marco e la libertà di stare dove la mia libertà politica mi spinge! Erano Indignati, non è che mi diventano anche idolatrici? Perché Marco Pannella non era degno di stare lì? Quale sacralità hanno le loro opinioni da Indignati illiberali? Sanno che alla legge Reale e altre liberticide solo lui si è opposto? Sia ben chiaro, non mi indigna vedere Marco trattato così, mi spiace e basta, gli voglio bene. Umanamente molti gli dobbiamo qualcosa, come cattolico di meno; ma come cittadino lo reputo una ottima risorsa per questo Paese. Oh Dio, ora qualcuno si indignerà davvero! Pazienza.