Lo confesso, mi piace camminare, specie se sono da solo.
Quando cammini, o meglio ancora passeggio, mi perdo nei pensieri e talvolta mi scordo anche dove sto andando ed il motivo! Non poche volte, uscito per una meta, mi sono come svegliato dai pensieri e mi sono ritrovato in tutt’altro posto. E che ci faccio qui? Che dovevo fare? Ah, ero uscito per il mare e qui sono in collina. Bella la collina! E me ne torno a casa.
Ieri sera, uscito da casa di amici, dove ho cenato, ritornavo a casa mia, a piedi: erano le 23.50; la sera si cammina che è una favola, poche auto, poca luce, poche distrazioni…: i pensieri sono sotto torchio!
A casa di Elena e Eduardo la cena è buona, leggera e frugale (ma non è mancato – dulcis in fundo - un dolce alla cioccolata; che spettacolo!!).
Tornandomene a casa, pensavo di loro: sono sposati, hanno quattro figli, sono impegnati, lavorano, hanno amici, sono persone attente alle cose della società, ecc. Mi chiedevo, “ma ‘sti ragazzi che sono?” “Che cosa è una famiglia?”
Ecco, da subito, quello che, istintivamente, mi sono detto: non è un gruppo riproduttivo! E ripensando ai loro discorse, e a come si scambiavano le rispettive idee con franchezza e cortese autonomia, mi convinco che la famiglia è un laboratorio! Un luogo, cioè, dove con alcuni elementi naturali, si riesce a fare tanto, a produrre “prodotti” anche nuovi, innovativi, importanti, belli come le cose semplici ed essenziali. Una coppia non è una “lamiera sagomata”, come il mio amico Giovanni – presto ingegnere – dice delle automobili…; non va soggetta alla moda di turno!
Gli elementi base dei miei ospiti li ho visti bene: forza interiore, volontà di conservare il senso di un rapporto, normalità, serenità, pur non mancando nuvole, capacità di dire le cose, senza pretendere che siano accolte tutte allo stesso modo e profondità (una cose è dire che ci si vuole bene, altra che la Spal sia la migliore squadra del campionato di calcio!). Lui e lei, assieme, caparbi e ricchi di un tesoro, che spesso si perde di vista…, la famiglia! Lei, dal corpo minuto, dal viso sereno, come le cose antiche, detiene fortezza, e trasmette potenza a chi la guardò da vicino nel giorno del Sì. Lui, tenero senza lacrime, e con una voglia infinità di tenacia, nonostante i dilemmi….
La famiglia è un laboratorio, sì…; ma non è il luogo delle sole e continue analisi di ogni particella minima, dove parole, pensieri e silenzi sono analizzati, classificati e “imprigionati” nella presunzione di conoscere l’altro, di possederlo, di “averne esaurito l’incontro e la scoperta”, perché la coppia non è luogo delle sole parole, ma anche dei silenzi ascoltati, rispettati… delle soluzioni attese, con pazienza, affetto e misericordia!
La coppia amorosa non è una prigione ideologica, non è un castrazioni infiocchettata, tra due amici-amanti non ci si limita, e non ci si perde, nell’analisi di sé, ma si elabora, si scopre, e si producono cose anche impreviste, provvisorie, … perché, accade, che una mela dimenticata in un armadio, la si ritrovi, dopo qualche giorno, con la muffa… e magari si scopre la penicillina… di un amore!
Come tanti, anch'io ho qualcosa da dire...; perchè la vita è un impegno, un comandamento, una opportunità unica ed irripetibile! Sono parole, solo parole; nulla hanno di nuovo, ma confermano il pensiero di tanti che credono nel futuro a partire dal presente! E non c'è futuro senza la verità, che ci rende liberi.
mercoledì 4 novembre 2009
domenica 1 novembre 2009
Il nostro nome...
Chi crede più nell’amore?
Sì, molti ne sentono il bisogno, il fascino, l’importanza… la necessità…; ma - poi – chi ci crede? Chi si affida ad esso? Chi sacrifica ore del proprio giorno, giorni della propria vita per l’amore?
Quanti sacrifichiamo l’amore per i nostri giorni, per il nostro lavoro!
Quanti sacrifichiamo i nostri amori per le attività, per il capo, il partito, i soldi, il potere: le apparenze!!
Credere all’amore! Eh, sì: è ‘na parola!!
Quando avevo venti anni, incontrai Silvia che me ne parlò. Mi bruciò.
La sentivo parlare e vive per il suo innamorato: era pazza di lui, e tutto veniva dopo di lui e nulla era valido o buono senza averlo visto con lui.
Non si usciva, non si studiava, non s’intraprendeva un nulla se non lo aveva visto con lui.
Credere all’amore! Ma chi ci crede!!
Nelle nostre società dove ci prendiamo e ci lasciamo, dove saliamo e scendiamo da storie, incontri, affetto, come ci si cambia la camicia…
Da noi quanta fatica… nell’amare…, vedi alcuni segni, ma molte cicatrici delle nostre società restano conficcate dentro… e l’ammalano nel profondo!
Credere all’amore?
E’ un invito, è un’urgenza: è la nostra stessa fede!!
Ma chi vive di superficialità, di tiepidume, di furti di affetto, di imbroglio, come può capire? Per alcuni l’amore è slogan, è una serata a far casino, una bevuta, un incontro con la pelle altrui senza neppure conoscere le ossa dell’altro…
Si rischia di confondere le prestazioni con la donazione, con l’abnegazione, l’importanza dell’altro che è rilevante solo se serve a me, ai mie scopi, ai miei bisogni!
Non ci si avvede che tutto ciò ci porta tutti al ribasso della vita, che è bellezza, incontro, amore!
Noi Cattolici celebriamo la festa di TUTTI I SANTI.
Che cosa significa ciò? Facciamo un panteon generale, così non dimentichiamo nessuno degli uomini e delle donne che la Chiesa ci addita a modello?
No!
Noi celebriamo la vita! Ma quella scritta tutta in maiuscolo, celebriamo cioè l’amore!
I Santi sono gli uomini e le donne che fanno creduto all’amore, ma sul serio! L’hanno seguito, gli hanno consegnato i loro giorni, le loro mani, i cuori, al vita, l’intelligenze, la loro miseria e si sono accomodati nell’amore!
Sì, accomodarsi nell’amore!! Ecco cosa è creder all’amore: mettersi nell’amore e non spostarsi più!
Ma credere nell’amore non è solo per i giorni belli, per la pasqua della vita! Si crede nell’amore, sempre! Soprattutto quando incontri il tuo Venerdì Santo, quando introno e dentro è buio, e tu gridi - nel tuo silenzio – la solitudine, la tua ferita, il fallimento, la paura di non farcela, lo stupore che fa male di essere povero e incapace.
Lì, proprio lì’… devi credere all’amore e non muoverti da lì! Resta fermo, fisso, inchiodato a quell’amore che hai scoperto magari moto tempo fa… e restagli fedele…, perché l’amore trae beneficio nel nascondersi per dare compattezza alle nostre giornate fatte spesso di banalità.
Credere all’amore è credere che l’amore è l’unico Dio della nostra vita, breve o lunga che sia! E per l’amore che vogliamo vivere, con amore e per amore vogliamo frequentare questa vita… in compagnia di tanti.
Se vivremo così, avremo un segreto, una forza che Gesù stesso dono a quanti si fidano di un Maestro che dalla croce ha insegnato che Dio è abisso di amore, che Dio si chiama amore e noi siamo e dobbiamo portare il suo nome, Amore!
(dal diario, “Tutto comincia dalla fine”)
Sì, molti ne sentono il bisogno, il fascino, l’importanza… la necessità…; ma - poi – chi ci crede? Chi si affida ad esso? Chi sacrifica ore del proprio giorno, giorni della propria vita per l’amore?
Quanti sacrifichiamo l’amore per i nostri giorni, per il nostro lavoro!
Quanti sacrifichiamo i nostri amori per le attività, per il capo, il partito, i soldi, il potere: le apparenze!!
Credere all’amore! Eh, sì: è ‘na parola!!
Quando avevo venti anni, incontrai Silvia che me ne parlò. Mi bruciò.
La sentivo parlare e vive per il suo innamorato: era pazza di lui, e tutto veniva dopo di lui e nulla era valido o buono senza averlo visto con lui.
Non si usciva, non si studiava, non s’intraprendeva un nulla se non lo aveva visto con lui.
Credere all’amore! Ma chi ci crede!!
Nelle nostre società dove ci prendiamo e ci lasciamo, dove saliamo e scendiamo da storie, incontri, affetto, come ci si cambia la camicia…
Da noi quanta fatica… nell’amare…, vedi alcuni segni, ma molte cicatrici delle nostre società restano conficcate dentro… e l’ammalano nel profondo!
Credere all’amore?
E’ un invito, è un’urgenza: è la nostra stessa fede!!
Ma chi vive di superficialità, di tiepidume, di furti di affetto, di imbroglio, come può capire? Per alcuni l’amore è slogan, è una serata a far casino, una bevuta, un incontro con la pelle altrui senza neppure conoscere le ossa dell’altro…
Si rischia di confondere le prestazioni con la donazione, con l’abnegazione, l’importanza dell’altro che è rilevante solo se serve a me, ai mie scopi, ai miei bisogni!
Non ci si avvede che tutto ciò ci porta tutti al ribasso della vita, che è bellezza, incontro, amore!
Noi Cattolici celebriamo la festa di TUTTI I SANTI.
Che cosa significa ciò? Facciamo un panteon generale, così non dimentichiamo nessuno degli uomini e delle donne che la Chiesa ci addita a modello?
No!
Noi celebriamo la vita! Ma quella scritta tutta in maiuscolo, celebriamo cioè l’amore!
I Santi sono gli uomini e le donne che fanno creduto all’amore, ma sul serio! L’hanno seguito, gli hanno consegnato i loro giorni, le loro mani, i cuori, al vita, l’intelligenze, la loro miseria e si sono accomodati nell’amore!
Sì, accomodarsi nell’amore!! Ecco cosa è creder all’amore: mettersi nell’amore e non spostarsi più!
Ma credere nell’amore non è solo per i giorni belli, per la pasqua della vita! Si crede nell’amore, sempre! Soprattutto quando incontri il tuo Venerdì Santo, quando introno e dentro è buio, e tu gridi - nel tuo silenzio – la solitudine, la tua ferita, il fallimento, la paura di non farcela, lo stupore che fa male di essere povero e incapace.
Lì, proprio lì’… devi credere all’amore e non muoverti da lì! Resta fermo, fisso, inchiodato a quell’amore che hai scoperto magari moto tempo fa… e restagli fedele…, perché l’amore trae beneficio nel nascondersi per dare compattezza alle nostre giornate fatte spesso di banalità.
Credere all’amore è credere che l’amore è l’unico Dio della nostra vita, breve o lunga che sia! E per l’amore che vogliamo vivere, con amore e per amore vogliamo frequentare questa vita… in compagnia di tanti.
Se vivremo così, avremo un segreto, una forza che Gesù stesso dono a quanti si fidano di un Maestro che dalla croce ha insegnato che Dio è abisso di amore, che Dio si chiama amore e noi siamo e dobbiamo portare il suo nome, Amore!
(dal diario, “Tutto comincia dalla fine”)
venerdì 30 ottobre 2009
Le radici!
Taluni, spesso fuori e antagonisti, chiedono alla Chiesa un cambio di visione, di metodo e di contenuti... . Poi, assisti al fatto che da secoli, questi bravi innovatori senza Tradizione, che percepiscono la Chiesa come un nemico, da secoli non cambiano mai!!
Ma la Chiesa, con e nonostante le ferite dei suoi figli, resta serva di Dio, sogno di Dio, dono di Dio all’umanità!
Ma la Chiesa, con e nonostante le ferite dei suoi figli, resta serva di Dio, sogno di Dio, dono di Dio all’umanità!
venerdì 23 ottobre 2009
La Chiesa secondo me
Il mio professore di Teoretica, sovente, in classe, ci ripeteva "Quando sarete preti, dall'altare, non dite le cose "secondo me", dite solo quanto insegna la Chiesa, alle persone non dovete dare le vostre opinioni, ma quanto la Chiesa crede ed insegna"!
Questo mi è sempre parso giusto, ed ancora oggi lo reputo sacrosanto, al limite dell'ovvio.
Poi, ho scoperto che di cose ovvie è pieno il mondo, perché l'ovvio è parente stretto del buon senso, e, l’ovvietà ed il buon senso, sono i nomi popolari dell'intelligenza!!
Eppure, oggi, secondo me, bisogna tentare il rischio di dire, di pensare non tanto a cose nuove, ma nuovamente le cose… ovvie. Bisogna tentare il rischio..., e - si sa - è l'unica cosa sicura!
Proviamo a parlare di noi Chiesa, con coraggio, senza intenti celebrativi, ma neppure punitivi: guardarsi allo specchio e cercare quelle linee eterne di comunità adunata dall'iniziativa del risorto.
Allora, oso pensare ad una Chiesa che vorrei…; non una nuova Chiesa, ma la Chiesa che di nuovo “ripeta” l’annuncio di una salvezza adombrata spesso dalle strutture nostre e non Sue…
Forse devo, per prima io, rivedere la mia qualità di discepolo..., e se un Dio crocifisso non avrebbe da imputarmi fughe, svendite ed opacità.
Io, inesistente polvere, oso pensare la Chiesa quale amica delle gioie e delle speranze della gente. Una Chiesa che pianga con i tanti afflitti, che non rida con i pochi sazi. Una Chiesa che sorrida agli avidi e mostri la sua libertà. Una Chiesa che non insegua il potere, ma sappia parlare il silenzio di chi attende; che sappia andare nelle carceri e ricordare che lì non ci sono figli di un dio minore! Una Chiesa che non tema l’incontro con le distanze, le diffidenze, le opinioni e gli stili di vita inediti per lei.
Una Chiesa che è uno spazio di libertà e responsabilità del singolo e della sua coscienza.
La Chiesa che vorrei, che voglio e che incontro è una sorella, una madre… essa stessa nata tra le braccia del crocifisso, redenta e lavata dal suo spruzzo di sangue ed acqua, adunata a contemplare il grido d’abbandono, la consegna della fedeltà, che sulla croce offre il suo Consummatum est!
La Chiesa che vivo è madre, nata dall'utero della Resurrezione, inventata dalla passione di un Dio che crea e genera e nella quale c’è la ricchezza della diversità dei doni, delle persone, delle vicende, dei cammini, della misericordia.
Nella Chiesa che c'è, c’è posto per tutti, non importa la condizione!
Questo mi è sempre parso giusto, ed ancora oggi lo reputo sacrosanto, al limite dell'ovvio.
Poi, ho scoperto che di cose ovvie è pieno il mondo, perché l'ovvio è parente stretto del buon senso, e, l’ovvietà ed il buon senso, sono i nomi popolari dell'intelligenza!!
Eppure, oggi, secondo me, bisogna tentare il rischio di dire, di pensare non tanto a cose nuove, ma nuovamente le cose… ovvie. Bisogna tentare il rischio..., e - si sa - è l'unica cosa sicura!
Proviamo a parlare di noi Chiesa, con coraggio, senza intenti celebrativi, ma neppure punitivi: guardarsi allo specchio e cercare quelle linee eterne di comunità adunata dall'iniziativa del risorto.
Allora, oso pensare ad una Chiesa che vorrei…; non una nuova Chiesa, ma la Chiesa che di nuovo “ripeta” l’annuncio di una salvezza adombrata spesso dalle strutture nostre e non Sue…
Forse devo, per prima io, rivedere la mia qualità di discepolo..., e se un Dio crocifisso non avrebbe da imputarmi fughe, svendite ed opacità.
Io, inesistente polvere, oso pensare la Chiesa quale amica delle gioie e delle speranze della gente. Una Chiesa che pianga con i tanti afflitti, che non rida con i pochi sazi. Una Chiesa che sorrida agli avidi e mostri la sua libertà. Una Chiesa che non insegua il potere, ma sappia parlare il silenzio di chi attende; che sappia andare nelle carceri e ricordare che lì non ci sono figli di un dio minore! Una Chiesa che non tema l’incontro con le distanze, le diffidenze, le opinioni e gli stili di vita inediti per lei.
Una Chiesa che è uno spazio di libertà e responsabilità del singolo e della sua coscienza.
La Chiesa che vorrei, che voglio e che incontro è una sorella, una madre… essa stessa nata tra le braccia del crocifisso, redenta e lavata dal suo spruzzo di sangue ed acqua, adunata a contemplare il grido d’abbandono, la consegna della fedeltà, che sulla croce offre il suo Consummatum est!
La Chiesa che vivo è madre, nata dall'utero della Resurrezione, inventata dalla passione di un Dio che crea e genera e nella quale c’è la ricchezza della diversità dei doni, delle persone, delle vicende, dei cammini, della misericordia.
Nella Chiesa che c'è, c’è posto per tutti, non importa la condizione!
martedì 29 settembre 2009
PERCHE' NON MI FIDO DI QUESTO STATO!
Perche non mi fido di questo Stato, delle sue gerarchie?
E presto detto!
Tu conosci uno, uno che ha un po' studiato, legge, scrive, parla.
Questo, è parente di gente che conta... assai nel suo piccolo paese.
Questo, non condivide e non siede alla mensa dei capi e lui non conta niente. E' solo, ed abita a cento passi dalla Mafia!
Questo, comincia, scrivendo, parlando alla radio, ecc. a dire cose che mettono a nudo la situazione: dice che la sua famiglia è collusa con la Mafia. Che la Mafia comanda nel suo paese e nella sua Regione.
Dice che nulla accade se la Mafia non lo voglia... e che la politica sia prona alla Mafia.
La Mafia lo odia.
Questo muore.
No!
Fermi!!
Nessuna conclusione affrettata!!!
E' morto di mano... sua mentre faceva un attentato!
Già!! Per trent'anni questo hanno affermato, i vertici di questo Paese!!!
(E' come dire che il tuo amico che fabbrica fuochi d'artificio, trovato morto, un po' dilaniato, accanto alla fabbrica saltata in aria... è morto - si vede, per Diana! - di polmonite!!).
Non mi fido di questo Stato.
Mi fido solo di chi ha coraggio e fuoco nelle vene!
Dei vertici di questo Paese, che a Bocca hanno tappato la bocca, quando si è permesso di "toccare" i vertici... dei Carabinieri, no! Perché la democrazia non è la libertà di avere delle opinioni, ma la possibilità di esprimerle, di confrontarle... e non l'obbligo del recinto nel quale possono e devono stare tutte le idee, tutte le opinioni, come in un campo di sfollati in Sudan..., mentre fuori è tabù e non si esce!
Quanta gente è morta, quanta gente è finita sotto terra? A quanta gente è stata rubata la possibilità della bellezza, dell'amore, proprio da questo Stato? E quanti depistaggi, imbrogli, crimini, ecc, dove molti
(stessi)
uomini dell'Arma e del Paese sono stati sacrificati dai medesimi vertici?
Forse non avevano capito che lavoravano per lo Stato e non per il Paese!!
Le prove? E chi le ha! Se provi a intavolare un discorso, è lesa maestà!
Ma quel signore di sopra - si chiamava Peppino -, per trent'anni è stato fatto passare per morto di polmonite!! E i medici erano anche i carabinieri; ben inteso alcuni vertici..., perché anche tra loro c'è (tantissima) gente sana!! C'è Falcone, Borsellino, Livatino, Dalla Chiesa, ecc, ecc, ecc.
Non mi fido di questo Stato, che non vuole fermare le stragi giornaliere sul lavoro, nei cantieri, negli ecocidi dove, poi, su quei terreni si costruiscono scuole, case, ospedali.
Questo Stato che non ha mezzi - poveretto! - per controllare che intere autostrade sono costruite con "cemento alleggerito", che chilometri di campagna sono cimiteri di camion sepolti con i loro carichi di veleni, che il mare nostrum è di Cosa Nostra-e-affini e mentre tu porti i tuoi al mare, a respirare l'aria ricca di iodio, torni a casa con un bel tumore ai polmoni..., ma lo Stato non lo sa!! (tutti lo sanno, i vertici, no,
poverini: nessuno gli dice nulla!!!)
Diceva uno, che aveva studiato, "Chi pensa sia necessario filosofare deve filosofare e chi pensa non si debba filosofare deve filosofare per dimostrare che non si deve filosofare".
Allora parliamo sempre e comunque di questo Stato che uccide il Paese, perché mi fido di chi ha sangue e fuoco nelle vene, non di questo Stato!
E presto detto!
Tu conosci uno, uno che ha un po' studiato, legge, scrive, parla.
Questo, è parente di gente che conta... assai nel suo piccolo paese.
Questo, non condivide e non siede alla mensa dei capi e lui non conta niente. E' solo, ed abita a cento passi dalla Mafia!
Questo, comincia, scrivendo, parlando alla radio, ecc. a dire cose che mettono a nudo la situazione: dice che la sua famiglia è collusa con la Mafia. Che la Mafia comanda nel suo paese e nella sua Regione.
Dice che nulla accade se la Mafia non lo voglia... e che la politica sia prona alla Mafia.
La Mafia lo odia.
Questo muore.
No!
Fermi!!
Nessuna conclusione affrettata!!!
E' morto di mano... sua mentre faceva un attentato!
Già!! Per trent'anni questo hanno affermato, i vertici di questo Paese!!!
(E' come dire che il tuo amico che fabbrica fuochi d'artificio, trovato morto, un po' dilaniato, accanto alla fabbrica saltata in aria... è morto - si vede, per Diana! - di polmonite!!).
Non mi fido di questo Stato.
Mi fido solo di chi ha coraggio e fuoco nelle vene!
Dei vertici di questo Paese, che a Bocca hanno tappato la bocca, quando si è permesso di "toccare" i vertici... dei Carabinieri, no! Perché la democrazia non è la libertà di avere delle opinioni, ma la possibilità di esprimerle, di confrontarle... e non l'obbligo del recinto nel quale possono e devono stare tutte le idee, tutte le opinioni, come in un campo di sfollati in Sudan..., mentre fuori è tabù e non si esce!
Quanta gente è morta, quanta gente è finita sotto terra? A quanta gente è stata rubata la possibilità della bellezza, dell'amore, proprio da questo Stato? E quanti depistaggi, imbrogli, crimini, ecc, dove molti
(stessi)
uomini dell'Arma e del Paese sono stati sacrificati dai medesimi vertici?
Forse non avevano capito che lavoravano per lo Stato e non per il Paese!!
Le prove? E chi le ha! Se provi a intavolare un discorso, è lesa maestà!
Ma quel signore di sopra - si chiamava Peppino -, per trent'anni è stato fatto passare per morto di polmonite!! E i medici erano anche i carabinieri; ben inteso alcuni vertici..., perché anche tra loro c'è (tantissima) gente sana!! C'è Falcone, Borsellino, Livatino, Dalla Chiesa, ecc, ecc, ecc.
Non mi fido di questo Stato, che non vuole fermare le stragi giornaliere sul lavoro, nei cantieri, negli ecocidi dove, poi, su quei terreni si costruiscono scuole, case, ospedali.
Questo Stato che non ha mezzi - poveretto! - per controllare che intere autostrade sono costruite con "cemento alleggerito", che chilometri di campagna sono cimiteri di camion sepolti con i loro carichi di veleni, che il mare nostrum è di Cosa Nostra-e-affini e mentre tu porti i tuoi al mare, a respirare l'aria ricca di iodio, torni a casa con un bel tumore ai polmoni..., ma lo Stato non lo sa!! (tutti lo sanno, i vertici, no,
poverini: nessuno gli dice nulla!!!)
Diceva uno, che aveva studiato, "Chi pensa sia necessario filosofare deve filosofare e chi pensa non si debba filosofare deve filosofare per dimostrare che non si deve filosofare".
Allora parliamo sempre e comunque di questo Stato che uccide il Paese, perché mi fido di chi ha sangue e fuoco nelle vene, non di questo Stato!
martedì 3 marzo 2009
L'Italia e l'Italietta
Il nostro Paese ha una lunga storia...di paesi!Qualcuno ci ha illusi, raccontandoci di una realtà unica, unitaria, compatta...; ma lo era solo come espressione geografica.Sin dal celebratissimo Impero Romano, l'Italia è presentata come Nazione unica...; e questo non è esatto!L'Italia non era la nostra Italia..., diciamo che era più piccola, più concentrata.L'Italia (geografica) era la nostra idea di Italia (quella attuale), più la Corsica e qualche lembo ad Est e ad Ovest... (E non mi viene minimamente di chiedere il "ritorno" di Nizza e della Corsica!)Forse in alcune fasi - brevi - del Medioevo l'Italia geografica fu anche Italia "politica" (ma fatico a ricordarlo!).Poi, si sono inventati il mito del Risorgimento, delle terre irredente (chi sa poi perché solo di alcune terre...) e abbiamo fatto uno Stato unico (e non unitario!) con l'inganno, con l'annessine, con eccidi, con il furto di ricchezze che hanno ripianato i disastrati conti delle guerre Piemontesi contro l'Austria: ma al Sud che interessava tutto ciò?! Ma come?!! C'è il ”Grido di dolore proveniente da ogni parte d’Italia” (la frase di Vittorio Emanuele II in realtà è di Napoleone III!!) e tu non vuoi unire l'Italia?Ed ecco che il Sud è presentata quale terra di tirannia, arretratezza, ecc... . Facciamo arrivare il bravo Savoia…, che con Cavour porteranno il progresso (della miseria!)Ma il nostro Stato si fonda su troppe menzogne, che non uscendo fuori sono come pus che restando dentro, da dentro ammalano il corpo e non se ne capisce il perché!Ma perché tutto possa continuare il (nostro) sistema deve basarsi sul segreto, sull'inganno!"L’Italia è di fatto una Repubblica fondata sul segreto.Segretato è il sistema massonico/politico (per cui in Italia in sostanza non ci sono i Massoni, e - se ci sono - giocano a carte!); segreta è la figura da mascalzoni che fecero i (quasi) mille stupratori al seguito di Garibaldi in Sicilia. Segreti sono gli eccidi. Segreto è che Garibaldi a Napoli mise la polizia in mano alla Camorra! (e dal 1860 la Camorra è...)... !Segretato è il fatto che l'Italietta entrò in guerra nel 1915 perché pagata dalla Francia e dall'Inghilterra (altro che terre irredente). Segreto è...Segrete sono le strategie politiche, segrete sono le organizzazioni criminali, segreta è la verità sulle stragi, segreti sono i servizi che servono a mantenere i segreti.Segreta è la vera storia del nostro Paese. Segreto è il vero volto della realtà.Per un semplice motivo: il potere si fonda sul segreto e Cosa Nostra si fonda sul segreto.Forse nessun paese del mondo cosiddetto civile-occidentale come l’Italia detiene un così alto numero di Segreti di Stato legati a vergognose stragi di cui, a distanza di decine di anni, si conoscono a malapena gli esecutori materiali.Una tragica “anomalia” che affonda le sue radici nella storia della nostra democrazia."Ed allora?Organizziamo la speranza!!Studio, impegno, scelte coraggiose. Lotta per la verità, con il metodo della verità e della non-violenza..., ma senza indietreggiare ai ricatti e alla loro violenza. Per il Sud, per una Nazione unita e federale!
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Non ho capito bene, proponi il secessionismo?
- Ma molto dolce... del tipo www.cecoslovacchia.com!
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Non ho capito bene, proponi il secessionismo?
- Ma molto dolce... del tipo www.cecoslovacchia.com!
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